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Diary: Florence||\Firenze

25 novembre 2010

Non riesco a ricordare, e nemmeno certi scorci mi sono venuti in aiuto a suggerirmi se mai ci fossi stata prima. Il ricordo si confondeva e fondeva con le foto e le immagini che negli anni posso aver incrociato. Ma non importa, ad ogni modo, perdermi tra le zone più o meno conosciute di questa città ha fatto sì che due giorni, altrimenti dedicati all’ozio del fine settimana, si tramutassero in un’esperienza positiva.

Ho vagato tra Piazza della Repubblica e Piazza Strozzi trasformate in mercati d’epoca, e spulciato tra le bancarelle che casualmente si potevano incrociare, anche solo perdendosi un po’. Il Ponte Vecchio la sera ti acceca con le luci al neon che mettono in risalto il giallo acceso dell’oro e ipnotizzano con i riflessi dei brillanti. Qui le piccole botteghe orafe che popolano il passaggio sull’Arno hanno caratteristici laboratori che sembrano sospesi sull’acqua, mai visto.

Questo è il bello, il centro di Firenze non è grandissimo, quindi, dopo aver seguito le tracce che portano a segnare le tappe d’obbligo, non c’è nulla di più bello che perdersi camminando senza una meta buttando gli occhi ovunque, fino a quando i piedi non implorano di fermarti. Così capita che inciampi in stramba gente, come un simpatico e leggermente alticcio professore di disegno, o che ti ritrovi a mangiare una deliziosa pappa al pomodoro, in un locale carinissimo, fuori dai classici percorsi turistici.

Il tempo, sabato era sereno, e la temperatura calda.

La fortuna è stata scoprire che in quei giorni Firenze si vestiva di un’iniziativa dal nome Florens2010 Settimana Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali. Una serie di attività e workshop animavano la città, tra cui è stato possibile vedere la piazza del Duomo coperta da un giardino all’inglese, formidabile. La statua del David, o meglio una sua riproduzione a grandezza naturale e realizzata in vetroresina e polvere di marmo, da venerdì a domenica, accompagnata da un corteo, ha testato collocazioni alternative, partendo dalla sommità della cattedrale di Santa Maria del Fiore. L’obiettivo era di rendere visibile ciò che Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, Giuliano da Sangallo avevano solo potuto immaginare, ossia la collocazione dell’opera in luoghi diversi dall’attuale, ripercorrendo anche l’antica diatriba sulla scelta del luogo adatto ad ospitarla.

Non avrei potuto immortalare questa città con una di quelle compattine che trasformano un istante unico, una visione che dura un attimo, in una foto piatta e scialba. Non avrei potuto nemmeno usare una di quelle reflex che con il grave peso sembrano farti pagare il fatto che con loro puoi scattare alla perfezione. Non è cosa mia, non sono in grado di usarle e il mio perfezionismo impedisce di fare qualsiasi cosa che non porti a un risultato degno di nota.

Parole accrocchiate per dire semplicemente che come sempre oramai, ho scelto un’analogica usa e getta, una Fujifilm in questo caso. Una strana esperienza tra l’altro, perché quando ho aperto il pacchetto ancora caldo delle foto appena sviluppate, ho scoperto che per qualche difetto della macchina ciò che credevo di inquadrare e scattare non è quello che ho tra le mani. Insomma, qualcosa risulta tagliato, in alto o in basso non ho ancora capito.

Ma alla fine è sempre un po’ così, comunque, no? E’ normale che nei nostri ricordi, quando sono un po’ più distanti, quando ci si è salutati, quando si è chiusa una porta, quando il tempo è passato, al loro affiorare l’immagine sia diversa da quello che abbiamo vissuto? Può essere allora che queste foto “tagliate” siano più veritiere e reali di quanto non sarebbero se fossero state perfette?

Il treno mi ha già riconsegnata alla  pioggia fine che cade su Milano, lasciandomi di Firenze questo ricordo alterato, ma che non scorderò.

Anche su: http://www.whatyoulove.it/2010/11/26/perdersi-a-firenze/

3 commenti leave one →
  1. 25 novembre 2010 10:20

    mi comprerò un’usa e getta per Istanbul!

    cuoricino

  2. Skabazava permalink
    25 novembre 2010 11:38

    molti molti complimenti per l’articolo/i… Firenze è sempre Firenze… però mi hai saltato un passaggio.. non mi sei andata a Piazzale Michelangelo(ahiahiahiahi) dove c’è una vista meravigliosa… NeXt TiMe… CHeeRS

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