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BE KIND REWIND.

28 gennaio 2011

Recensione #1: GIALLO di Dario Argento

Esistono due tipi di film brutti: quelli considerati brutti nell’epoca in cui escono, considerati di nicchia e rivalutati anni e anni dopo; e poi esistono i film decisamente brutti, quelli inguardabili, quelli che possono tranquillamente rientrare nella categoria “Cazzomaperchè?”. Ecco l’ultimo “capolavoro” di Dario Argento è proprio un film “cazzomaperchè?”. E credo che i produttori ed i distributori se ne siano accorti dato che hanno deciso non solo di non metterci soldi ma anche tentato in tutti i modi di evitare a tutti noi questa orrida visione. Ma il povero Dariuccio, non si da per vinto e trova un finanziatore in Adrien Brody (“Cazzomaperchèhaiaccettato?”), anche protagonista della pellicola insieme ad Emanuelle Seigner. Lui il fantasma di se stesso, ti chiedi come lo stesso attore abbia vinto un oscar. Lei che assomiglia a Debbie Harry dei giorni nostri, sfatta. Li guardi e rimpiangi Centrovetrine. D’altronde Argento ha sempre dichiarato che gli attori sono solo burattini, non hanno molta importanza ai fini della storia….quando ce n’è una. Considerando il fatto che Argento è 42 anni(“Cazzomaperchènonsmetti?”) che fa lo stesso film direi che la trama dettagliata è del tutto superflua. E’ ambientato a Torino. C’è un assassino che uccide le donne belle perchè ha avuto un’infanzia difficile. C’è un detective americano che vive nello scantinato della polizia italiana (“Cazzomaperchè?)” che ha gli incubi perchè ha subito un trauma da piccolo. C’è una donna assolutamente inutile ai fini della storia (per il ciclo personaggi a caso). A questo punto dici ok è vero le trame sono scontate ma lui è il maestro dell’horror, è quello da qui prendono le inquadrature Carpenter, De Palma e Tarantino, quello che usa le colonne sonore quasi come Leone, che non fa mai vedere l’assassino e crea una suspence hitchcockiana, ha girato anche in America per la collana di corti MASTERS OF HORROR, dai qualcosa deve per forza salvarsi. Poi inizi a vedere che non è girato in pellicola ma in digitale per mancanza di liquidi. Scene da film amatoriale. Inquadrature a caso. Colonna sonora inesistente. Non ci sono scene di violenza, non c’è sadismo, non c’è sangue. L’assassino viene svelato alla seconda scena. Ed è handicappato. Nel vero senso della parola. Grugnisce, non sa camminare, non si capisce come sia possibile che faccia il tassista. Quindi in pratica, non esiste neanche l’assassino. Ma soprattutto, rullo di tamburi, è giallo. Cioè il film si chiama così non perchè, come tutti potevano pensare, richiama il genere cinematografico. Ma perchè l’assassino ha l’itterizia. (“CAZZOMAPERCHE’?!?!!?!?!?!?). Che poi ovviamente non è giallo giallo. Tu sei lì che guardi e vedi sto babacio con sti quattro kg di cerone grigio in faccia e ti chiedi perchè tutti gli urlino giallo. E ti chiedi cazzo maperchè Argento si ostini ancora a dirigere. Perchè nessuno gli ha mai detto che ha smesso di fare film con Suspiria. E se, alla fine, l’avesse chiamato Profondo Giallo, forse avrebbe dato una minima parvenza di senso ad una pellicola che in realtà non è neanche degna di essere definita tale.

By Micol Villa

3 commenti leave one →
  1. renard permalink
    30 gennaio 2011 23:07

    babacio ♡

  2. 31 gennaio 2011 13:57

    sto pensando di fare la pagina Wikipedia con il termine.

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