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LAST BITE ||\TASTE OF THREE/||

23 maggio 2011

Quando di una giornata speciale non resta che il ricordo dolcissimo, sempre più al miele quanto sbiadito.

Stringere tra le mani immagini che lo ricorderanno per sempre è un’emozione unica.

Ringraziamenti speciali a:
le strepitose fashion designer
LICIA FLORIO
ELENA LEONE
SUSANNA CORNET

all'insuperabile cuoca
LAURA

alle dolci aiutanti
CAROLINA E ANNA

ad Appartamento Lago per averci permesso l'assalto

A tutti coloro che hanno creduto in noi (incluso vogue.it)
*
Alla mia amatissima LOMO LC-A perchè questo foto stampate saranno un ricordo indelebile.

LOVE

||\TASTE OF THREE/||RECAP

19 maggio 2011

Chiudi gli occhi, immagina.

Una location speciale che invita a sentirsi a casa

Primizie di frutta servite su romantiche alzate in cristallo

Specchi antichi rubati da mura conosciute

Nell’aria profumo di cioccolato, cannella e arancia candita

*

Recitava “Taste of Three” l’invito a cogliere un assaggio di tre collezioni, quelle di

Elene Leone, Licia Florio e Susanna Cornet.

*

Nulla può essere uno sbaglio quando c’è passione.

Nasce dall’amicizia che negli anni si è legata con ciascuna di loro, che piano piano ha portato a cucire l’una in fila all’altra le parole che descrivono le loro collezioni.

E’ stato come seguire il filo della loro ispirazione, dal nascere dell’idea fino a quando i capi hanno preso posto ordinatamente sullo stand.

E’ difficile farsi conoscere e riconoscere quando si è emergenti. E’ complicato creare quacosa di attrattivo quando non si hanno grandi budget, ma è qui che il gioco si fa interessante ed entra in campo la passione.

Love for breakfast, le prende per mano, e crea loro un abito fatto di parole ed atmosfere che amano indossare.

I loro sorrisi, sono il vero successo.

LOVE

Seat & Wait. Please.

16 maggio 2011

L’essenza dell’immobile.

Stabile.

Vibrante.

Flutuante.

Disancorato.

Radicato.

Vuoto.

Più.

Instants

14 maggio 2011

Scorgere un libro dalla copertina muta, aprirlo e leggere una frase che in tre righe racchiude la descrizone esatta dell’istante che stai vivendo.

Riassunto di un emozione. Spia di un destino.

Incisione di senzazioni già vissute, non da me e non in questi tempi, eppure ancora vive perchè scritte.

Eterne.

Come un fiore che non appassisce.

Natura fragile, pensiero come pietra.
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Panoramic Sea Love.

13 maggio 2011

Hai presente quando la luce è tanto forte da sembrare bianca, ma tu testarda vuoi vedere e così strizzi gli occhi fino a farli piccoli piccoli, tanto da poter da uno spiraglio finalmente vedere ciò che cerchi?

Foto scattate con Lomography Sprocket Rocket pellicola  Kodak Ektachrome E200.

//TASTE OF THREE//

12 maggio 2011

Love for breakfast è lieta di presentare:

Martedì 17 maggio, Appartamento Lago in via Brera 30, schiuderà le sue porte per dare spazio alle collezioni di tre giovani fashion designer: Susanna Cornet, Licia Florio ed Elena Leone. Tre diverse collezioni, ciscuna specchio del gusto e del carattere della designer che l’ha disegnata. Dalle 15 alle 20 passo dopo passo, si potrà passare di mano i mano alle tre giovani stiliste che vi racconteranno le loro ispirazioni e daranno così un assaggio della collezione disegnata per il prossimo inverno. Un piccolo delizioso catering diffonedrà nell’aria un dolce profumo che renderà questo momento ancora più piacevole.

Follow the red wire

6 maggio 2011

Mi piace sorridere di piccole inutili cose.

Un vecchietto scorbutico che non riesce a trattenere la sua, così sbraita agitando uno strambo bastone in mezzo alla strada, poi si ricompone come nulla fosse accaduto.

Un pasticcino alla crema con lamponi, così grande da non sapere come mangiarlo.

Caramelle in dono da Londra a forma di cuore con su impresse frasi tenere, ma così terribili da essere impossibili da mangiare…

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Osteria dei Poeti

6 maggio 2011

Una cena per un sorriso.
Occhi sbarrati prima che il gallo possa cantare.
Si può tranquillamente chiamare insonnia.

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Mix ||\\\|| Match

5 maggio 2011

Yes mom, It’s supposed to be design

2 maggio 2011

Design Week, Fuori Salone, Settimana del Mobile.

Interessante o meno non sta a me dirlo, sarebbe l’ennesima voce sul tema, e non mi interessa esserlo.

Ho scattato qualche foto, per lo più doppie esposzioni, perchè tutto, lì per lì, non sembrava avere un senso se non mischiato a qualcosa d’altro e diverso…


Foto scattate con Lomography Lomo LC-A pellicola Lomography 800 iso.

Moltissime doppie esposizioni.

ℒℴV℮

Brera Heart

29 aprile 2011

Brera, si dice sia il cuore di Milano, quella parte della città che negli anni d’oro era abitata da artisti e intellettuali.

Credo, che con il tempo quell’allure sia andata un po’ persa, lasciando spazio, più che altro, a banchieri che nel tempo libero vedi passeggiare con ai piedi Tod’s nuove di pacca o a Tronisti di Uomini e Donne.

Insomma questo è quello che si può osservare anche sono con un breve appostamento in zona.

Se poi hai voglia di andare un po’ più fondo, se non vuoi semplicemente abbandonare le speranze e credere che sia davvero rimasto solo quello della scintillante vita bohemien, allora qualcosa lo puoi scovare.

I chiostri di c.so Garibaldi sono un luogo magico, dove abbandonarsi sull’erba in pausa pranzo, e se si è fortunati, sbirciare nella piccola cappella sconsacrata accanto e vedere i vecchi del circolo fare balli di gruppo per ammazzare la noia.

Può, poi, per caso, capitare di incrociare un buffo uomo dalla barba incolta che si fa accompagnare da un gallo appoggiato sulla sua spalla.

Se lo cerchi, il tesoro, lo trovi.


Foto scattate con Lomo LC-A e pellicola Lomography 100iso

I LOVE my camera!

Ryan McGinley | Poca barba \|\\| Tanto pelo |

28 aprile 2011

Ryan McGinley è un fotografo americano. Vive a New York e scatta dalla fine degli anni novanta. Tutto nello standard più standardizzato.

C’è una cosa che aiuta a darci di lui un’immagine ancora più vivida, l’anno in cui ha scoperto la fotografia, due anni ante il nuovo millennio, scorazza dietro gli amici muniti di skate ai quali scatta Polaroid a raffica che poi appende sul muro della sua stanza nell’East Village. Insomma, ve lo immaginate? Questo è l’inizio.

Poi, dal 2004, nello stile di Ryan arriva la “nuditèe”, se volgiamo dirla tutta con un filo di perversione per i giovani in desabillè, e con essa la fama. Insomma peli su peli come non se ne vedevano dagli anni ’70 probabilmente, e fiumi di premi a seguito.

L’ispirazione, dei suoi scatti a 35mm con Yashica T4S e Leica R8s, ci suggerisce l’artista, viene da film come Days of Heaven di Terrence Malick.

Ma in tutto questo, sapete qual’è il suo film cult? I Goonies. Dice di averlo visto almeno 50 volte.

Se dal tono poteva sembrare volessi stroncarlo, in verità mi piace un sacco, ma volevo un po’ smorzare l’alone di perfezione che gli aleggia attorno. Tutto qui.

Vi lascio ad una carrellata delle sue foto per me più belle…

Love for breakfast!

Uccello del Paradiso

26 aprile 2011

Non fraintendetemi, questo post, seppure il nome possa trarre in inganno, non ha nulla a che fare con la storia di Kawasaky di qualche giorno fa..

Questa, parla, di un mercatino dell’usato, dell’amore a prima vista per un quadro ad acquerello qualunque, ed il lento innamoramento per l’ornitologia.

Riratto, in tenui colori pastello, è l’Uccello del Paradiso, volatile dalle lunghe piume di origini esotiche, ma preceduto da una strana leggenda che potete leggere, per sfamare la curiosità, dopo la foto…

L’Uccello del Paradiso è un animale favoloso che originò in Europa tre secoli di leggende. Sembra che le spoglie di questo uccello siano giunte in Europa con l’unica nave della flotta di Magellano che aveva fatto ritorno in patria. Gli indigeni effettuavano su alcuni uccelli determinate lavorazioni: dopo aver tolto le zampe, le ossa e le interiora, lasciavano essiccare la pelle dell’animale, che rimaneva in questo modo gonfia e intatta, anche se vuota, con l’effetto di un’incredibile leggerezza. Successivamente, innestavano su questa pelle numerose variopinte penne esotiche. Gli occidentali non si resero conto della lavorazione e considerarono questi trofei come i resti di strani animali senza zampe. La leggenda che si creò era che gli uccelli del paradiso, privi di zampe, non si posavano mai al suolo, volando e fluttuando perennemente, nutrendosi di rugiada e nettare. La riproduzione sarebbe avvenuta deponendo le uova sul dorso del maschio, che aveva un’apposita cavità per contenerle.
L’Uccello del Paradiso in epoca barocca era simbolo di vicinanza a Dio e distacco dal mondo. Solo nel XIX secolo, la ricerca zoologica eliminò questa credenza tanto misteriosa quanto assurda.

Se penso casa…

26 aprile 2011

… dico: Piemonte / terra / riso / pianura / verde / montagne all’orizzonte / Cavour / paese / dialetto / ozio / brezza / giardino / erba curata / civetta / Sesia / il fischiettio di papà / dolcezza di mamma / le osservazioni di nonna / natura da toccare / la Bianchi rosa / elena e micol / caffè al Garibaldi / mirto al Gatto / birrette da Gianma / mercatini / fughe in monferrato / profumo del pane di Sassone / atmosfera della Taverna Tarnuzzer / facce di chi passando gli anni riconosci invecchiare ma con le quali hai più parole da dire…

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Dad

25 aprile 2011

Mi scorge dentro al letto arruffata, è già un po’ tardi, e così mi dice “Sveglia
gomitolo!”.

Fields

24 aprile 2011

Colori caldi che scaldano solo alla vista. La tranquillità che solo la casa e la propria terra sanno dare. Mi stendo sul prato al sole, alle mie spalle il chiacchiericcio delle donne di famiglia. Quando si fa largo tra le rade nubi, quella sfera infuocata quasi scotta, mentre il ronzio delle api si fa forte e poi debole ciclicamente. La solita civetta, con lo stesso canto di sempre mi ricorda che sono a casa. Il giorno di oggi ha un colore, è arancione.

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Flowers and bees

23 aprile 2011

Adoro possedere un giardino.
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Oggi ho scoperto che…

22 aprile 2011

Kawasaky, non è solo il marchio di un’azienda che produce motocicli, il che per alcuni maschietti è già di per sè una cosa interessante, ma è anche una cittadina giapponese, per l’esattezza l’ottava per numero di abitanti.

Dove sta la notizia interessante?

Bene, a Kawasaki da ben 300 anni, ogni prima domenica di aprile si festeggia la Festa del pene d’acciaio.

Una specie di sagra, dove invece di caramelle e zucchero filato di vendono _manco a dirlo_ lecca lecca dalle forme falliche e ed i gadget monotematici. Falli e vagine per tutti.

Insomma, seppur credessimo  che il pudore in giappone fosse cosa arci considerata forse dobbiamo ricrederci o riderci su.

Eccovi un po’ di foto prese da Vice

EMO??!

Lion VS Rabbit

20 aprile 2011

Bisogna proprio toccare il fondo per sapere quanto profondo è il baratro?

Non basterebbe sbirciare, per poi impaurirsi ed abbandonare giochi pericolosi che non portano che a farsi male?

E’ solo una questione di scelte.

E’ solo questione di quanto ti senti Leone o Coniglio.

Home Jungle

18 aprile 2011

Grazie natura di essere così bella e intensa.

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Sunday

17 aprile 2011

Porcetto alla brace.
Sole caldo.
Guardare lo spazio attraverso lenti scure.
Pisolino soffice.
Proiettare la Dolce Vita.
Ci penso, domani è lunedì.

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Lomography feelings

17 aprile 2011

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Bite me

17 aprile 2011

Un assaggio di fuori salone.
Questa edizione, meno stress e più amore.

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Filozofi

14 aprile 2011

Non pensare.

Agisci e basta.

Fatto.

Lomography Italia presenta Diana World Tour – Sweety Mood

12 aprile 2011

Dicevo ieri, mi ripeto oggi.

Stanca e stremata dalle fatiche che conseguono all’organizzazione di qualcosa.

Sorrido comunque, perchè è bello vedere che si concretizza -per bene- qualcosa in cui hai messo tanto impegno.

Risultato: mangio, un cupcake mignon con letterina al cioccolato sopra, sorseggio un po’ di Champagne, faccio quattro chiacchiere e decine di foto con  la mia inseparabile Lomo LC-A.

Il rullo è finito, ora resta la voglia di vedere cosa ne è uscito.

Per edulcolare l’attesa scatto foto con “il tefefonino”.

www.lomographyitalia.it

Aggornamento al volo

12 aprile 2011

Lavorare duro ma con passione non pesa. Ti apre cuore e mente. Poi ci sei tu, ti penso anche quando il tempo sfugge. Il pensiero indomabile scappa per appoggiarsi lì dove sei tu anche solo un secondo, come quando ci sei e la mia testa si posa sulla tua spalla. Idem. È tardi. La giornata è stata lunga e la settimana si prospetta impegnativa. Quasi svengo. Uau

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Hangin’ around

9 aprile 2011

Il sole, i fiori.
Tu che con un sorriso mi scaldi.
La musica, le voci di un posto nuovo.
Non chiedo nulla di più, questo è stare bene.

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Languorini notturni

6 aprile 2011

Serata a confabulare progetti, post giornata impegnativa. Fame di sano, buono e rassicurante. Voilà. Il piatto è servito, taglizzo una mela, colo un po’ di yogurt e per saziare la gola sbriciolo un piccolo amaretto. I miei sogni saranno più dolci stanotte…

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Super*Show*Market

6 aprile 2011

Quando il fascino per la moda e quello per il luogo più comune s’incontrano.

 

 

Vedo il mare.

4 aprile 2011

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Swap Lovers!

4 aprile 2011

La Primavera bussa alla porta, ed un nuovo cambio d’armadi ci aspetta puntuale, come sempre.

Voglia di tessuti leggeri, colori chiari e decorarsi di fiori.

Per fare questo, per dare un nuovo tono primaverile al vostro guardaroba, le Lovers hanno trovato la soluzione!

Domenica 10 Aprile, la stanza delle nuvole dello spazio HUB in via Paolo Sarpi 8, si trasformerà in un gigante armadio dove abbandonare qualcosa di vecchio per stringere tra le mani qualcosa di nuovo.

Porta alcuni dei tuoi capi che da alcune belle stagioni non vedono la luce, ne selezioneremo massino 5 e altrettanti nuovi ne potrai scegliere.

Un’occasione unica di fare shopping giocando e reciclando a costo zero.

 

L’appuntamento da segnare in agenda è:

SWAP LOVERS

Domenica 10 Aprile

@HUB in via Paolo Sarpi, 8 Milano

alle ore 18:00 (Puntuali!)

Ingresso 10 euro ( Delicious happy hour incluso )

+

Cycle & recycle: a chi viene in bici uno sconto speciale!

 

IMPORTANTE: per assicuravi un posto scrivete a: lovers.events@gmail.com

Ah! è un evento dedicato solo alle donnine…

 

 

L’ultimo boccone.

31 marzo 2011

AHM!

LoveFool

28 marzo 2011

Un po’ di amici, una casa accogliente, Nicole che fa teatro improvvisato.

Le mele con cioccolato e cannella.

Le mele non mangiate e il cacao spalmato sui visi.

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Tutte le foto scattate con Lomo LC-A

Riguardo le foto, è come se per un secondo rivivessi quegl’attimi.

E’ la magia della fotografia…

 

FioriFinti

27 marzo 2011

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Cup or pot?

27 marzo 2011

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Pepper

26 marzo 2011

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BLUE VALENTINE ||\\| BE KIND REWIND

25 marzo 2011


Fosse un film della Wertmuller si sarebbe chiamato “Storia di vita e d’amore di due persone qualunque nella provincia americana”.
Descrivere bene l’iter di un amore REALE è cosa difficile da fare. Primo, perché molto spesso è molto più facile inventare, condire, estremizzare le situazioni verso un mondo idialliaco; in secondo luogo perché la maggior parte delle persone tende a voler evadere dalla quotidianità mediocre in cui vive e vedersela sbattuta in faccia non è mai bello.
Ma il punto non è questo: il punto è che paradossalmente riuscire a descrivere esattamente cos’è la vita, ma soprattutto cos’è l’amore, perno fondamentale della vita di ognuno di noi, è la cosa più difficile che ci sia. Perché voler dare un concetto universale dell’amore è come cercare di capire Battiato ( “Ma sì l’amore è quando….=FAIL, “Scusa guarda che Battiato è semplice alla fine, si capisce, qui dice che….=EPIC FAIL).
Non esiste un amore unico perché esistono tanti tipi di amore quante sono le persone che amano. Perché quasi tutto, soprattutto una cosa abbastanza eterea ed instabile come un sentimento dipende dal punto di vista di ognuno di noi.
Cindy e Dean sono una coppia di persone comuni, che vivono una vita normale, come tanti. Lei lavora, lui lavora, hanno una bambina. Il film descrive il percorso della loro vita di coppia ed è un analisi di cosa possa essere e di come possa essere un amore REALE. C’erano certi momenti in cui, guardando il film, ho pensato che sembrasse una sorta di documentario con quei tizi che vanno ad intervistare le persone per strada e gli intervistati spiegano le loro idee sulle cose (Vedere Ryan Gosling spiegare che gli uomini di oggi sono meno romantici delle donne ha il suo perché). Altri momenti come in una scena memorabile in cui Michelle Williams balla una specie di tip tap ho pensato che sarebbe bello provare ancora determinate sensazioni.
30 e lode a Ryan Gosling, bravissimo e quando si è tolto la maglia credo di aver avuto la stessa reazione di Homer quando vede la pancetta; mentre Michelle Williams nun se po’ gguardà, pure candidata agli oscar (non è colpa mia, è colpa di Italia 1 che trasmetteva Dawson’ Creek….nessuno amava Jen Lindley!!!!).
Blue Valentine non è un film d’amore è un film sull’amore e le sue, a volte, “terribili” conseguenze.
Solo che nella vita REALE non esiste il tasto rewind.


“Questo sentimento popolare nasce da meccaniche divine un rapimento mistico e sensuale m’imprigiona a te….”

Consigliato a chi non crede (più) nell’amore.
Sconsigliato a chi crede ancora alle favole.

Micol.Villa

¾

23 marzo 2011

O meglio ¾ d’ora che ti cambiano la giornata.

Sveglia ore otto in punto.

Diritta in piscina.

Affollata ma non troppo il sole taglia l’acqua rinfrangendosi poi sul muro.

Mi dico “non è poi così male”.

Sento l’acqua un po’ fredda ma dura un attimo, tiro un sospiro e m’immergo.

La musica mi accompagna anche quando l’acqua mi bagna fino all’ultimo capello e nuotare sembra più facile e leggero.

Esco dalla vasca e sorrido.

Buongiorno!

SWAP & SHOOT with Lomography!

21 marzo 2011

E’ successo domenica scorsa.

Pioveva, il cielo era grigio ma nell’aria c’era qualcosa che dava una leggera scossa, di quello positive.

Un gruppo di ragazze, tutte riunite sotto il tetto analogico di Lomography pronte a scattare con gioiellini dalla lente in plastica dal nome Diana Mini.

Piccola pasticceria, bolle di sapone e musica ci hanno accompate tra uno scambio di vestiti e scatti a volte un po’ impacciati, ma ecco alcuni dei risultati…

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Foto scattate con Lomo LC-A, Diana Mini modalità half frame e square form.

Tutte le altre foto le potete vedere su lomographyitalia.it

BisousBisous

19 marzo 2011

Saluti e baci da Paris

//me e il Centre Pompidou//

 

Food for fun

19 marzo 2011

Dear daddy this is fur you!

http://www.bakerella.com/fast-food-fun/


Se questo è amore

15 marzo 2011

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Still

15 marzo 2011

raining here

 

THE ICONIC LIPSTICK

14 marzo 2011

Mi piace Kate Moss, da sempre (e comunque direi).

Mi piace  la mano che guida il video di Jonas Ackerlund.

Mi piace Dior, senza troppi perchè.

Un po’ meno mi fanno impazzire i Duran Duran.

Dog eat dog

11 marzo 2011

.

10 marzo 2011

Potrei urlare al vento la delusione.

Lui che ignora tutto, ne capirebbe più di te.

Happiness has three rules

9 marzo 2011

Love your Family

Worksuperhard

Live your Passion

[and a bit af sun]

 

Swap & Shoot con Lomography!

8 marzo 2011

Ami la fotografia analogica e ti piace la moda?

Lomography Italia mette a disposizione 15 posti per uno speciale workshop e un pomeriggio all’insegna dello swap di abiti, domenica 13 marzo!

Nella colorata cornice del Lomography Gallery Store di Milano , tra uno scatto e un cambio d’abito, sarete coinvolte in un originale pomeriggio domenicale.
Lomography Italia terrà per voi uno speciale workshop dedicato alla super “En Vogue” Diana Mini : piccola macchina fotografica analogica con un design dal sapore vintage.
L’idea che proponiamo, in collaborazione con le ragazze di Lovers , è quella di ricreare un esclusivo “atelier” dove swappare con le altre ragazze alcuni dei vostri capi dimenticati, facendo spazio nel vostro armadio a ciò che qui potrete trovare di nuovo.
Un gioco di “do ut des” di tendenza che ritroverai raccontato in favolosi scatti, che solo la magia della pellicola sarà in grado di raccontare.

LE REGOLE DEL GIOCO
Domenica 13 Marzo 2011
dalle ore 15:00 a fine swap
in via Mercato, 3
@ Lomography Gallery Store di Milano
*
Dalle ore 15:00 vi daremo in mano le piccole Diana Mini e vi insegneremo come scattare al meglio con questi gioiellini, poi non resterà che caricare le pellicole e scattare a più non posso, cercando di mettere in pratica ciò che il vostro “mentore” vi ha spiegato.
*
Lo Swap. Vi chiediamo di portare un massimo di 5 capi a testa, di quelli carini, ma che per qualche motivo restano smessi nel vostro armadio. Sarà l’occasione per rimpiazzarli con qualcosa che potrete trovare qui. Insomma, un modo divertente per tornare a casa con qualche nuovo capo senza sborsare un centesimo. Non è fantastico?!
*
Un dj set provvederà alla colonna sonora di questa giornata diffondendo nell’aria la musica che ci piace, e un delizioso banchetto sarà allestito per una “merenda” coi fiocchi.

Quindi:
Sei di Milano o sei davvero motivata a fare un giro da queste parti?
Ami la fotografia analogica e la moda?
Domenica 13 non hai nessun impegno in agenda?

Se la risposta a queste 3 domande è affermativa allora manda una mail a lovers.events@gmail.com per confermare la tua presenza e garantirti uno dei 15 posti disponibili. Solo le prime 15 che invieranno la mail avranno la loro partecipazione assicurata! PS. per favore, scriveteci solo se potete davvero partecipare.

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The Future is Analogue.

Lomography Italia & Lovers cheer you!

127 ore |||\\//| BE KIND REWIND

7 marzo 2011


Aron Ralston, ingegnere americano amante del trekking e del biking, parte per un’ escursione al Blue John Canyon nello Utah. Nonostante l’esperienza mentre discende in una “crepa” un masso gli cade addosso e lui finisce col braccio incastrato sotto la roccia. Intrappolato per 5 giorni, si amputerà il braccio per sopravvivere.

Se questo film non fosse tratto da una storia vera, probabilmente sarebbe, come direbbe il rag. Ugo Fantozzi, una “cagata pazzesca”.
In realtà finito di vederlo mi ha lasciato dentro quel dubbio ambivalente che a noi cinefili non piace molto, perché ci spiazza e ci lascia senza un’opinione ben definita; che poi è la ragione per cui guardiamo un film, ovvero o per distruggerlo totalmente o per metterlo nella top ten delle pellicole mai realizzate. (Vedi alla voce NERD CINEMATOGRAFICI).
Anche perché se vai a vedere un film diretto da Danny Boyle, candidato agli Oscar, basato su una storia di vita pazzesca, con James Franco protagonista, anche lui candidato come miglior attore, sai già che non uscirai dal cinema dicendo “mh carino”.
In più è girato magistralmente, un tipo di regia moderno, quasi da Mtv generation. Diciamo che con una storia così chiunque avrebbe potuto rendere il film angosciante e noioso in realtà questo tipo di regia smorza la tensione.
Per tutti gli amanti della fotografia questo film è assolutamente da vedere. Perché difficile vedere un film dove i paesaggi siano così belli, quasi da National Geographic.
Ultimo, ma non per importanza, il “one man show” di Franco. Sostenere sulle spalle un’ora e mezza di film soli sempre nella stessa posizione, forse anche De Niro avrebbe avuto dei problemi.
Eppure c’è ancora un tassello che mi manca qualcosa che fatico a non capire un dettaglio impercettibile; forse a questo punto leggere il libro da cui è tratto è cosa buona e giusta.

Avviso a tutti i deboli di cuore: guardatelo lo stesso, chiudete gli occhi a 15 minuti dalla fine e riapriteli 5 minuti dopo. Perché nonostante tutto, questa storia ha dell’incredibile.

* Micol Villa *

Elena Leone //||\ A New Era

3 marzo 2011

Si narra che tra il 21 e il 23 Dicembre 2012 finirà il ciclo di anni che l’antica popolazione Maya chiamava b’ak’tun, e che quel momento sarà l’alba di una nuova era.

Questa collezione prende ispirazione da questa predizione apocalittica, scongiura la paura dell’ignoto dando vita alla protagonista di questo nuovo e sconosciuto scenario: una romantica guerriera, consapevole del suo ruolo di eroina e di femmina, risoluta ma sognatrice.

Voluttuosa e armoniosa nei volumi, nelle forme e nei cromatismi, la sua divisa si adatta al corpo avvolgendolo, conferendo un aspetto fiero e valoroso. La parte superiore più strutturata, come adatta all’azione e alla lotta sconfina in una parte inferiore morbida e flessuosa che ne accompagna i movimenti.

L’ispirazione rielaborata esplode in una collezione che concentra in sé: la sacralità della tradizione Maya da cui carpisce i volumi, la linearità di un total white che celebra la sinfonia dei cromatismi del grande freddo invernale e rievoca la presenza del ghiaccio con cristalli di neve adagiati sulle trame e la tridimensionalità dei volumi pieni con tessuti stratificati come fossero manti di neve.

info@elenaleone.com

Heartbeat of monkey

3 marzo 2011

A volte non te lo aspetti.

Passi il tempo ad augurarti qualcosa in cui forse hai smesso di credere ma che una voce lontana e profonda suggerisce di non mollare.

Poi il caso sceglie te.

Come se la Fortuna puntasse il dito, come se ci scegliesse.

Così, investita di qualcosa, di un sentimeto di cui hai un ricordo lontano, di quando forse avevi sedici anni ti gonfia il cuore, e non capisci più nulla.

La razionalità, quindi, inizia a vacillare e non puoi fare altro che lasciarti cullare da onde morbiode come cotone.

La vista si fa rosa, e gli occhi perennemente strizzati come incastrati da un sorriso.

Prendi il momento per quello che è, per quello che da.

E’ aprire gli occhi la mattina sorridendo della fortuna, solo appoggiando il pensiero lì dove sei tu.

E’ come primavera anticipata, è come la prima neve.

Tabù

2 marzo 2011

Non le caramelle alla liquerizia.

Non il gioco in scatola.

Tabù.

Quello che non si potrebbe, per convenzione sociale, dire o fare.

Forse non esiste più.

 

Like Horses |//|| Bologna

1 marzo 2011

www.lomographyitalia.it

Moleskine incontra Il Piccolo Principe

25 febbraio 2011

BLACK SWAN ||\/| BE KIND REWIND

24 febbraio 2011

Quando io, la sottoscritta, giocavo con le barbie e litigavo con i primi maschietti, lei , la protagonista, girava il suo primo film.
Leon.
Regia di Luc Besson.
Lei, Natalie Portman, di anni ne aveva 14 all’epoca e da lì non si è più fermata.
Fino ad arrivare ad oggi. Al film che quasi sicuramente le permetterà di vincere il suo primo oscar.
Il lavoro di un attore è un lavoro di trasformazione. Fisica e mentale. A volte, se si segue il “metodo” in maniera troppo ferrea si rischia di diventare il personaggio che si sta interpretando anche fuori dal set. Non so se Freud si sarebbe allarmato, fatto sta che in una persona convivono due identità e a volte il personaggio immaginario rischia di schiacciare l’ego reale.
Nonostante molti di noi probabilmente non siano attori, tutti abbiamo un dualismo quotidiano al nostro interno, una parte buona e una parte cattiva, uno ying e uno yang, un angelo e un diavolo tentatore…..un cigno bianco e un cigno nero.
Darren Aronofsky prende spunto da uno dei balletti più famosi per spiegare un secolo di psicanalisi. E vince.
Non pensate di andare a vedere un film sulla danza. Quello è solo il punto di partenza, il background.
Pensate piuttosto ad un viaggio nel subconscio, ovvero pago 7 euro e mi siedo per 2 ore su una chaise longue solo che nessuno mi fa domande e io non devo rispondere.
Le risposte mi passano davanti sullo schermo.
Riprese a mano molto strette; fotografia opaca voluta con colori dominanti bianco e nero; superfici riflettenti in ogni stanza.
Il doppio è servito.

Avviso importante a tutte le donne: c’è Vincent Cassel.
Perdonami Monica perché ho molto peccato.

Visto per noi da Micol Villa

Eyes on London

21 febbraio 2011

Bite Eat Smile ||\\// Ristorante Lucca, Milano

19 febbraio 2011

Ieri volevamo andare a cena.

Gurado l’orologio che segnava già un paio d’ore di ritardo sull’orario convenzoionale del pasto serale.

Decidiamo quindi di stare in zona e fermaci nel primo posto che pare ispiraci.

A volte va male e a volte bene.

Siamo stati fortunati.

Nella zona di Porta Venezia, le viuzze interne come via Tadino o Castaldi brulicano di ristorantini, che accontentano ogni gusto spaziando ogni sorta di etnia culinaria.

La vetrina è di quelle che ricordano i bar della Vecchia Milano, dentro, illuminato da candele si intravede un arredamento che ricorda l’atmosfera di una casa privata, e fuori un’insegna recita Ristorante Lucca.

Ha fatto copo, entriamo.

Superata la prima stanza (quella arredata con mobilio di una vecchia casa) attraversiamo una sala più grande, che invece dalla forna rettangolare ricorda una balera che ora ospita una ventina di tavoli. Poi, ancora oltre, una piccola stanza con un vecchio bancone da bar e il bagliore delle candele che illumina.

Sul tavolo, tovagliette di carta color havana e pastelli per disegnarci sopra.

Il menù, buono e variegato.

Il Vermentino ci aiuta a sorridere e la luce delle candele a stare più vicini.

Tirando le somme, consigliatissimo.

 

19 febbraio 2011

Dopo di noi,

niente.

RABBIT HOLE ||\\/| BE KIND REWIND

18 febbraio 2011

John Cameron Mitchell ci aveva abituato a cose migliori, diciamocelo. O meglio più particolari.
Se con soli due film ovvero Hedwig – La diva con qualcosa in più e Shortbus – Dove tutto può succedere è diventato una delle icone indie e queer del settore cinematografico un motivo c’è.
Rabbit Hole invece si presenta, già dalla storia, come un film assolutamente più conforme alle regole del settore e del genere.
Basato sull’omonima pièce teatrale, vincitrice del premio Pulitzer, il film narra la vicenda di una coppia che perduto il figlio piccolo, tenta in tutti i modi di elaborare il lutto.
Fin qui storia trita e ritrita.
La differenza sostanziale rispetto ad altri drammoni strappalacrime è come il regista gestisce le immagini, come le lega, la sensibilità che usa nel descrivere il dolore mostrandolo a tratti ma mai rendendolo pesante. Merito di una fotografia sempre brillante e chiara, di ambientazioni solari e di una colonna sonora leggera, delicata, non la classica orchestra ad archi che non è ancora partita la scena e tu sei già lì con in mano i clinex.
Nonostante non sia di certo paragonabile ai precedenti lavori, questo film in un certo senso mantiene la caratteristica fondamentale che contraddistingue Mitchell e cioè il “sensitive touch”.
Difficile raccontare una tragedia e non far stare male lo spettatore per un’ora e mezza.
Perciò a questo punto direi thumbs up per il film e per gli attori, bravissimi tutti.
Vale la pena perché una Nicole Kidman così vera e così distrutta dal dolore e dal botox soprattutto non l’avete mai vista, neanche in Australia.

Visto da gl’occhi di M.V.

Sabato||\\||Mercato

16 febbraio 2011

Se c’è una cosa che adoro sono i mercati.

Mercatino dell’usato, dell’antiquariato, dell’equosolidale, della frutta/verdura/pesce e chi più ne ha più ne metta.

Mi piace perchè ci vedo movimento, fermento, gente di ogni tipo che si incautamente si sfiora ed un mare di colori, cose e odori che si mescolano.

Il sabato, tutti i sabati dell’anno, proprio sotto casa mia allestiscono il “mercato” di quelli che rientrano nella più classica tipologia. Dove trovi di tutto, dai funghi porcini alla papaya, dai profumi tarocchi ai criceti passando per camicie di flanella usate e fiori.

Lo scorso sabato, al solito giro, mi sono fatta accompagnare dalla mia macchina analogica (la mia ormai amata LC-A+) e da un rullino da finire.

Mancano solo i profumi, perchè queste foto sono l’esatto ritratto di ciò che ho visto.


Brera walking

15 febbraio 2011

Cavalli e Nastri, il suono delle campane, la Chiesa sconsacrata, i ragazzi dell’Accademia, il ciotolato, i negozi d’antiquariato.

Brera ha un’atmosfera unica.

Pics scattate con LOMO LC A+

Un morso ai ricordi.

14 febbraio 2011

Chiunque interpreta la fotografia in un modo assolutamente personale.

Per me scattare è cogliere l’attimo che mi sta piacendo, fermare per sempre l’immagine di qualcosa che mi ha colpita.

Nulla di particolamnete artistico, perchè non lo sono, non sono una fotografa professionista, non studio gli scatti, non c’è dietro nessun progetto, semplicemente scatto quello che vedo, ovunque.

Quelli che seguono, sono gli scatti di un giro tra il Polpetta, un piccolo locale con mattoni a vista che offre vini e birre di ottima qualità accopagnati da un buffet casalingo a cui darei “3 stelline su 5”, e l’osannato Poporoya.

Posti in cui mi capita di andare spesso, di cui subisco profondamente il fascino.

Non vedevo l’ora di usare la mia nuova macchina foto analogica (Lomo LC A+) e provare a scattare.

Il rusultato non mi ha affatto delusa, nonostante alcune siano mosse, altre non a fuoco, non fanno altro che rispecchiare meglio me e la mia memoria.

Qui tutte le mie foto analogiche http://lomographyitalia.it/homes/alessiab/albums

Pics scattate con LOMO LC A+

Made with love.

La versione di Barney ||\|\ BE KIND REWIND

11 febbraio 2011

Gli americani sono bravi a fare i film.


Per i veri cinefili della mia generazione a volte questa cosa viene dimenticata, perché non sto parlando di film con scene spettacolari con palazzi veri che si sgretolano su loro stessi o pallottole in slow motion.
Parlo di trama, di storia, di emozioni, della descrizione di una vita il tutto su pellicola, visivo.
Prendete un ricco produttore ebreo canadese come protagonista e mettetegli la faccia di Paul Giamatti.
Scritturate Dustin Hoffman e fategli interpretare il padre vedovo ed ex poliziotto e fategli recitare le battute migliori di tutto il film.
Aggiungete un rapporto controverso con il migliore amico talentuoso e molto bello, una tragedia irrisolta e tre matrimoni.
Scegliete come scenari Roma e Montreal, usate flashback in abbondanza e diluite la storia in 40 anni.
Condite il tutto con puro umorismo Yddish, a descrizione di scene esilaranti.
Il risultato di questa ricetta cinematografica è LA VERSIONE DI BARNEY.


Tratto dal romanzo in parte autobiografico dello scrittore ebreo canadese Mordecai Richler, è un film intelligente perché è in grado di “descrivere visivamente” tutti i sentimenti che possono esistere nella vita di un uomo e di trattare tematiche delicate con un approccio leggero.
Si dice che un film funziona quando lo spettatore viene completamente coinvolto nella storia perché si rivede nel personaggio, ergo si può asserire che esista un Barney in ognuno di noi: quando lui sta male, tu stai male, quando lui ama tu sei felice, quando lui s’incazza tu t’incazzi.
A questo punto direi che la ricetta è riuscita alla perfezione.

With love , thx to Micol Villa

Smalto.

9 febbraio 2011

Apprezzare il mio smalto rosa BigBubble mal messo e sbeccato ti ha reso ancora più speciale.

Sacrilegi.

8 febbraio 2011

Foto con sopra scritte a caso, le trovi quà e là.

Grazie.

8 febbraio 2011

“Se fossi un pesce non ti pescherei.”

Beffa.

7 febbraio 2011

Ci sono momenti in cui prendi decisioni, spesso ponderate, nodo di una questione districata.

Alla fine, arriva il momento di agire in un certo qual modo, quello che alla fine dei giri pindarici, risulta sempbrare quello quello più opportuno.

Purtroppo, aimè, certe volte, quelle scelte, oltre a essere sbagliate, portano dietro conseguenze dure da rimuovere e cancellare.

E pensare che in quel momento avevi messo tutta te stessa, e il ragionamento che ti ha portato fino a lì non faceva una grinza.

Nuovo giro, nuova corsa sulla via delle probabili soluzioni.

Solo che questa volta non ne ho voglia, desidero un nastro a stricie gialle e nere, e una freccia che indica solo una dritta strada illuminata dal sole, un porto accogliente.

SomethingForYourEyes ||\\| Luca Benedet

7 febbraio 2011

C’era una volta…

ma credo ci sia ancora,  un ragazzo con delle macchine fotografiche, pellicole, una bici, una batteria, qualche paio di sci, un pò di amici e un bel pò d’inchiostro addosso.

… poi, un dì hai scoperto la fotografia…

Credo di averla scoperta con le macchine usa e getta che trovavi nei fustini del Dixan. Subito dopo è arrivata la Yashica di papà, poi una digitale un pò crappy ,una un pò meno, analogiche e occhi più sensibili.

Cos’ha cambiato?

Sicuramente il conto in banca. Ha cambiato che mi son tolto qualche soddisfazione sebbene molto “piccola” come per esempio vedere pubblicate le mie foto su riviste varie, o appese in giro a mostre, o in casa di amici. Mi ha fatto conoscere persone, vedere posti nuovi, valutare le cose in modo diverso e con un altro approccio. Mi ha nutrito se vuoi. Ora come ora non vedo lati negativi a livello di sensazioni ed emozioni. Ma non parliamo di $$$.

Macchina foto è uguale a…?

Uguale a magia.

Cosa significa per te tenere in mano una macchina fotografica?

Tra qualche risposta lo scoprirai. Valanghe a parte per me significa in qualche modo avere una responsabilità, che può variare a seconda delle situazioni ma che comunque un pò ti condiziona. Ma sempre in modo positivo.L e fotografie sono memoria, fanno parte della storia e dell’apprendimento di essa. E’ un bagaglio troppo grande, se sappiamo quello che sappiamo è anche e soprattutto grazie alla fotografia. Ma ti immagini un mondo senza immagini, senza memoria? La memoria è tutto ed è lì che arriva la responsabilità. Ognuno di noi secondo me ha la responsabilità di trasmettere qualcosa ai posteri. Non capisco le persone che vedono posti nuovi e non scattano nemmeno una foto. Quando si invecchia le foto aiutano a ricordare.

In che mood sei di solito quando riesci ad esprimerti al meglio attraverso gli scatti?

Premetto che sono molto lunatico. In genere dipende da come mi sveglio la mattina. Sovente mi capita di scattare con un pò di alcol in corpo. Ma non dò tutta quest importanza all’umore quando faccio foto. Neutro.

Dire WOW davanti ad una foto. Cosa ti fa reagire?

La situazione nella quale è stata scattata. Friedman, Boogie, Majoli, Natchwey, Walker, Leibovitz, Burrows. Loro mi fanno reagire.

Quali esperienze ti hanno “cresciuto” a livello fotografico?

Le varie uscite in montagna con i miei amici,i l freddo, il tour con i Linea 77, le brutte situazioni ma anche quelle piacevoli. Riesco sempre a trarre qualcosa di positivo dalle foto.

Da chi arriverebbe o è arrivato il commento/complimento più importante per te?

Ultimamente scambi di mail e pareri con Zuek. Ma ogni tanto anche mia mamma è contenta delle foto che vede sulle riviste.

Se la fotografia è arte, per te cosa rappresenta?

Arte,parolona. Non lo so se è arte, se dovrebbe esserlo e chi lo deve dire. Come ti dicevo prima per me è magia,tempo inteso proprio come scorrere del tempo, memoria. Questo è per me. Un grande contenitore.

E se fosse un libro, un film e una canzone, sarebbe…

Il Piccolo Principe, Lost In Translation e I Fought The Law.

Quando ti ispiri a qualcuno in che modo lo fai?

Con ammirazione. E stupore, ma anche timidezza.

Scatti anche ai parties, cosa ti trasmette la gente in quei momenti?

Tristezza. Grazie a dio mi è capitato di farlo solo poche volte.

Paesaggi o ritratti?

Ritratti. Ma anche i paesaggi hanno da dire cose. Sono molto geloso però dei “miei” paesaggi, nel senso, quando vado in montagna e scatto è raro che poi lo pubblico. E’ roba mia, se vuoi alzi il culo dalla sedia e ti fai un giro quassù.

La storia a cui sei più affezionato?

Ce ne sono diverse. Le più belle sono collegate alla neve, probabilmente il f/s 3 di Ciccio a Vétan dopo aver fatto due giorni di festa e un pranzo gargantuesco, una situazione quasi surreale. L’ultima te la racconto perché grazie a qualcuno ho la fortuna di poterlo fare. Austria, valle dello Zillertal, circa due settimane,a nzi tre settimane fa, ero con uno dei miei migliori amici a far foto su un pendio apparentemente tranquillo. Mi tolgo gli sci, poso lo zaino e aspetto che Bubba parta per lo shot. Mancava poco quando sento un rumore bello potente, faccio appena in tempo a voltarmi quando sento la parete che si stacca sotto i miei piedi. Valanga. Ci ha trascinato giù per un 200 metri, avevo in mano la macchina foto,i n quel momento la stringevo più forte che potevo, era come un appiglio per me. Ho solo sperato. E’ andata di lusso. Certe cose ti aprono gli occhi e la mente in modo più che netto.

Sei “analogico” perché?

Perché posso tenere le pellicole in frigo, tirare i rullini, vedere la grana,s entire il profumo della pellicola, toccarla. E certe volte stupirmi.

Sei fiero di te quando…?

Quando riesco ad arrivare alle persone. E’ bello condividere talvolta.

Non c’entra nulla, ma a colazione cosa mangi?

Dipende se mi alzo dopo aver fatto la notte o prima di fare il turno del mattino. Generalmente pane e marmellata, nutella e un caffè lungo. Ma non disdegno le uova.

End.

6 febbraio 2011

Tutto è bene quel che finisce bene.

Bene.

Mi godo la pace ritrovata consumando sospiri oziosi in una domenica di sole primaverile.

 

RollerCoaster

5 febbraio 2011

Quasi me lo auguravo, quasi me la sono cercata e quasi Cremaschi me l’ha tirata.

Quando i sentimenti non sono un mare in burrasca e lo tsunami che ti ha travolta è mutato in acque placide calme come olio in cui farti cullare dolcemente, lo Spleen viene a meno.

La scrittura come sfogo, sgorga piacevolmente e dirompente nei momenti in cui la parabola sentimentale tocca il punto più alto o quello più basso.

A me la Pace, mi sa che non garba troppo, perciò è costante le ricerca di un movimento tellurico che mi scuota.

Detta pane al pane, di tanto in tanto faccio qualche Cazzata.

Raramente considero preventivamente le reazioni altrui, causando alla fine danni a cui devo trovare soluzione.

Rollercoaster sentimentale.

Non ci si stancherà come di tutti giochi prima o poi?!

 

(500) Days of Summer |\|| BE KIND REWIND

4 febbraio 2011

“This is a story of boy meets girl. […] This is a story of boy meets girl, but you should know upfront, this is not a love story.”

Difficilmente una commedia romantica inzia partendo dal presupposto che quella non sarà una storia d’amore.
Soprattutto per tutte noi cresciute con il “mito romantico”(cinematograficamente parlando) di “quella gran culo di Cenerentola” AKA Pretty Woman.
Questo film è una perla rara perchè dissacra tutto l’immaginario solito della romantic comedy.
Innanzitutto i due protagonisti sono persone normali, in cui tutti noi ci possiamo riconoscere. Summer (Sole in italiano….perchè?), la protagonista, ovvero Zooey Deschanel è bella in modo particolare. Non è la classica figona che quando appare sullo schermo senti partire in sala bestemmie di giubilo. E non è neanche la classica sfigata a cui mettono un paio di occhiali e poi c’è la scena in cui lei gli occhiali se li toglie e diventa la supertopa da competizione. E’ un personaggio “elegante”, in tutto, dai vestiti anni 60 al modo in cui si relaziona.
Tom, il protagonista, ovvero Joseph Gordon-Levitt non è il riccone figo annoiato che tira su le prostitute in Sunset Boulevard. E neanche il manzo con l’addominale a vista. E neanche lo sfigato quattrocchi. E’ carino e un bravo ragazzo. Normale.
Ciò che capita a loro scommetto che è successo al 90% delle persone che hanno visto la pellicola.
La seconda ragione per vedere questo film è la colonna sonora, da Regina Spektor ai The Smiths, da Temperer Trap a Simon e Garfunkel passando per Carla Bruni fino ad arrivare agli She & Him il duo IndieRock di Zooey Deschanel.
La terza Ragione è il modo in cui è girato e il moNdo in cui è girato. Le scenografie sono una parte importante. E per gli amanti dell’arte e attenti spettatori c’è un regalo registico da non perdere all’interno della casa della protagonista. Il New York Times asserisce che l’architettura è uno dei protagonisti principali del film e lo inserisce tra le commedie romantiche più brillanti mai realizzate.
Film indipendente , alla sua uscita nei cinema il film non fece un exploit al botteghino. Inaspettatamente, settimane dopo, gli incassi subirono un’impennata grazie al passaparola sul web. Nel caso non l’aveste visto…passoparola.

Wrote with Love by Micol Villa.

Licia Florio ||/|\ The City My Forest

2 febbraio 2011

Licia Florio regala una nuova intuizione di classico, inaspettatamente
moderno, con una collezione che evolve trasformandosi in forme e
tessuti.
La spinta, la ricerca e lo stupore hanno dato vita ad uno stile elegante,
sofisticato ed essenziale che ricorda in alcuni tratti donne dalla
bellezza scolpita negli anni Settanta come Elsa Martinelli, Marisa
Berenson o Jane Fonda, con una sfumatura da boudoir, ma casto ed
educato, sensuale ed ammiccante.
Una collezione che, in una candida nonchalance, unisce l’eleganza
classica ad un gioco fatto di contrasti cromatici e di tessuti, innescando
un mood che resta naturale.
Dal mattone al rosa cipria, mantenendo come ancora il colore nero,
per abiti che si indossano alla luce del sole o sotto un cielo stellato.
Le linee inaspettatamente mutano: camicie con colletto classico
sbocciano in grandi colletti leggeri come petali, abiti lisci dal sapore
bon ton solleticano la fantasia infantile con piccoli grembiuli, cappotti
dalle linee pulite si fanno leggermente maschili nelle giacche
destrutturate.
Metamorfosi urbana, in cui gli elementi intensi della natura
incastrano quelli di una foresta metropolitana.

The city my forest
and bricks and bark
and wood and concrete
and leaves of you
and letters of me
powder pink and brown
and cotton and silk and wool

The city my forest
silent and fog
and paths and sidewalks
barefoot dancing
in the crowd
powder pink and brown
and cotton and silk and wool

The city my forest
blooming black and white
waiting for fall
dreaming of winter
and powder pink and brown
and cotton and silk and wool

My city my forest
and you and me wild.

Sherwood Forest

1 febbraio 2011

Robin Hood: “Milady, a woman of your beauty has no need for such… decorations.”

You stole the heart, then run through the forest and never give it to me again.

 

BE KIND REWIND.

28 gennaio 2011

Recensione #1: GIALLO di Dario Argento

Esistono due tipi di film brutti: quelli considerati brutti nell’epoca in cui escono, considerati di nicchia e rivalutati anni e anni dopo; e poi esistono i film decisamente brutti, quelli inguardabili, quelli che possono tranquillamente rientrare nella categoria “Cazzomaperchè?”. Ecco l’ultimo “capolavoro” di Dario Argento è proprio un film “cazzomaperchè?”. E credo che i produttori ed i distributori se ne siano accorti dato che hanno deciso non solo di non metterci soldi ma anche tentato in tutti i modi di evitare a tutti noi questa orrida visione. Ma il povero Dariuccio, non si da per vinto e trova un finanziatore in Adrien Brody (“Cazzomaperchèhaiaccettato?”), anche protagonista della pellicola insieme ad Emanuelle Seigner. Lui il fantasma di se stesso, ti chiedi come lo stesso attore abbia vinto un oscar. Lei che assomiglia a Debbie Harry dei giorni nostri, sfatta. Li guardi e rimpiangi Centrovetrine. D’altronde Argento ha sempre dichiarato che gli attori sono solo burattini, non hanno molta importanza ai fini della storia….quando ce n’è una. Considerando il fatto che Argento è 42 anni(“Cazzomaperchènonsmetti?”) che fa lo stesso film direi che la trama dettagliata è del tutto superflua. E’ ambientato a Torino. C’è un assassino che uccide le donne belle perchè ha avuto un’infanzia difficile. C’è un detective americano che vive nello scantinato della polizia italiana (“Cazzomaperchè?)” che ha gli incubi perchè ha subito un trauma da piccolo. C’è una donna assolutamente inutile ai fini della storia (per il ciclo personaggi a caso). A questo punto dici ok è vero le trame sono scontate ma lui è il maestro dell’horror, è quello da qui prendono le inquadrature Carpenter, De Palma e Tarantino, quello che usa le colonne sonore quasi come Leone, che non fa mai vedere l’assassino e crea una suspence hitchcockiana, ha girato anche in America per la collana di corti MASTERS OF HORROR, dai qualcosa deve per forza salvarsi. Poi inizi a vedere che non è girato in pellicola ma in digitale per mancanza di liquidi. Scene da film amatoriale. Inquadrature a caso. Colonna sonora inesistente. Non ci sono scene di violenza, non c’è sadismo, non c’è sangue. L’assassino viene svelato alla seconda scena. Ed è handicappato. Nel vero senso della parola. Grugnisce, non sa camminare, non si capisce come sia possibile che faccia il tassista. Quindi in pratica, non esiste neanche l’assassino. Ma soprattutto, rullo di tamburi, è giallo. Cioè il film si chiama così non perchè, come tutti potevano pensare, richiama il genere cinematografico. Ma perchè l’assassino ha l’itterizia. (“CAZZOMAPERCHE’?!?!!?!?!?!?). Che poi ovviamente non è giallo giallo. Tu sei lì che guardi e vedi sto babacio con sti quattro kg di cerone grigio in faccia e ti chiedi perchè tutti gli urlino giallo. E ti chiedi cazzo maperchè Argento si ostini ancora a dirigere. Perchè nessuno gli ha mai detto che ha smesso di fare film con Suspiria. E se, alla fine, l’avesse chiamato Profondo Giallo, forse avrebbe dato una minima parvenza di senso ad una pellicola che in realtà non è neanche degna di essere definita tale.

By Micol Villa

VINTAGE ||\\/ SELECTION

27 gennaio 2011

Ci sono alcune cose a cui le donne non riescono ad opporsi al richiamo.

Aleggiano nell’aria le parole “firenze” e “vintage”, basta un niente a convincersi.

Si va.

Succede che da mercoledì 26 a domenica 3o a Firenze, presso la Stazione Leopolda di Firenze si terrà VINTAGE SELECTION una grande mostra-mercato di abbigliamento e accessori vintage & remake.

Andrò in missione con alcune amiche e tornerò con una vagonata di foto, AGFA  LeBox usa e getta già in caldo per l’occasione.

Maggiori info sulla fiera le trovate qui:

http://vintageselection.blogspot.com/p/informazioni.html

Quando si dice non vedere l’ora.

No anchor.

26 gennaio 2011

E’ capitato a tutti e nemmeno così raramente di cadere, fare ruzzolini, sbattere contro o incastrarsi in qualcosa finendo per farsi male.

Insomma, siamo umani e non siamo perfetti e se non stiamo attenti finiamo per combinare qualche danno, normale.

C’è una lettura che ho aftto qualche tempo fà, dal titolo Psicopatologia della vita quotidiana di Freud, che in realtà mi ha aperto ad una visione della questione, un po’ diversa del “oh che sbadata che sono!”.

Cerco di spiegarmi meglio. Se ti fai male, se dimentichi o rompi qualcosa, non è detto che sia semplicemente un avvenimento casuale. A volte la mente a nostra insaputa architetta che certe cose accadano per uno scopo che in fondo (a volte davvero profondo) sappiamo, ma che cerchiamo di nascondere.

Nel mio caso, cadere, sbattere la capoccia, passare sei ore in ospedale è stato sì causato dallo sdrucciolamento su un pavimento che sarebbe da denuncia, ma la mia mente e il mio corpo, secondo me volevano dirmi qualcosa. Un messaggio nemmeno troppo sussurrato che mi suggerisce di fermarmi un attimo. Corro troppo faccio troppo e voglio fare di più, impossibile!

Non so se darò ascolto al mio occhio nero che ora tutte le mattine cerca di ricordarmi il messaggio, di buttare le ancore non sono ancora pronta, ma credo che forse per il caro Freud sarei potuta essere un caso interessante.

Recipe for a nice day start

18 gennaio 2011

tutte le foto tratte da http://www.lomographyitalia.it/photos

Lost\/||/\Found

14 gennaio 2011

“Tutti vogliono essere trovati” – Lost in Translation

Io

oggi scappo, e mi perdo.

E magari mi ritrovo, da me.

London for a while.

 

Il cinema con il cappello.

13 gennaio 2011

La mostra Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie, dal 18 gennaio al 20 marzo 2011 alla Triennale di Milano accompagerà il suo pubblico attraverso l’esplorazione di un mito, in un viaggio a cavallo tra arte cinematografica e storia del costume.

Il binomio cinema-cappello è vecchio quasi come il cinema stesso e con questa iniziativa, ideata da Elisa Fulco (curatrice della Fondazione Borsalino) e curata dal critico cinematografico Gianni Canova, lo si intende raccontare e consacrare. All’arte cinematografica è affidato il compito di raccontare non solo la storia del classico cappello maschile Borsalino, ma di ripercorrere le storie di cui il copricapo è stato ed è protagonista, nella vita come nel cinema.

Un’emblematica carrellata dei Borsalino più famosi nella storia del cinema ci accompagnerà fino ai giorni d’oggi, fino al capolinea di questo viaggio nel tempo e nella storia.

Il cinema con il cappello. Borsalino e altre storie

18 Gennaio – 20 Marzo 11

Orario: 10.30 – 20.30, chiuso il lunedì – Giovedì e venerdì 10.30 – 23.00

Ingresso gratuito

Luogo: Triennale di Milano

http://www.triennale.org/index.php?idq=1349

… per saziare l’appetito di bellezza.

12 gennaio 2011

C’era una volta…

Un ragazzino con la passione per la musica punk e lo skate, poi sono arrivate quelle per il cinema e la fotografia.

… poi, un dì hai scoperto la fotografia… come? Cos’ha cambiato?

La passione per la fotografia è nata proprio dal mio amore per il cinema… Ho iniziato relativamente tardi, dopo aver frequentato un corso serale circa 4 anni fa. Da quel momento ogni occasione è stata buona per girare, visitare nuovi posti e registrare la mia personale visione delle cose attraverso l’obbiettivo della mia macchina fotografica.

Macchina foto è uguale a…? Cosa significa per te tenere in mano una macchina fotografica?

I miei occhi, quello che vedono. La macchina fotografica è il mezzo per esprimermi.

In che mood sei di solito quando riesci ad esprimerti al meglio attraverso gli scatti?

In realtà non c’è un mood particolare… ogni momento è buono per scattare, motivo per cui preferisco le compatte alle reflex. Mi piace girare per le strade con la macchina fotografica in tasca pronta per cogliere le situazioni che ritengo più interessanti. La fotografia ha cambiato il mio modo di vedere le cose. Una cosa che ho notato è che più esco con l’intento di fotografare qualcosa per forza e meno queste foto mi soddisfano.

Dire WOW davanti ad una foto? Cosa ti fa reagire?

Solitamente so che sarà una foto che mi piacerà già nel momento in cui la scatto anche se spesso, una volta sviluppate, non rimango completamente soddisfatto dal risultato. Mi piace “osare” e spesso chiedo un po’ troppo alla mia macchina fotografica.

Quali esperienze ti hanno “cresciuto” a livello fotografico?

Sicuramente il primo corso che ho fatto mi ha dato una base di tecnica che mi servirà e mi sarà utile per sempre. Penso, però, che vedere e scoprire il lavoro di altri fotografi più o meno famosi e guardare film con una fotografia ricercata possa aiutare tantissimo a crescere personalmente a livello fotografico sempre mantenendo un proprio stile e una propria personalità.

Da chi arriverebbe o è arrivato il commento/complimento più importante per te?

Recentemente ho ricevuto dei commenti positivi sulle mie foto dalla direttrice di una delle riviste di moda più importanti, una persona che fotografi molto famosi li ha anche conosciuti. In generale ricevere complimenti fa sempre piacere e mi fa capire che la strada che sto percorrendo è quella giusta.

Quando ti ispiri a qualcuno in che modo lo fai?

Vado a numerose mostre, compro parecchi libri e visito blog e siti di fotografi ma come già detto cerco di prendere spunto da altri mantenendo sempre la mia personale visione delle cose.

Paesaggi o ritratti?

Di tutto: mi piace rappresentare l’interazione della figura umana con i luoghi, “giocare” con le linee e le ombre.

La storia a cui sei più affezionato?

Non faccio foto in serie, intese come foto che hanno lo stesso tipo di soggetti/ambientazioni. Sono però molto soddisfatto degli scatti che ho fatto durante un pomeriggio piovoso di quest’estate al Tibidabo di Barcellona. (http://www.mattiabuffoli.com/photo/tibidabo)

Sei “analogico” perché?

Per diversi motivi, su tutti la soddisfazione che provo quando vedo una foto ben riuscita dopo aver aspettato lo sviluppo dei negativi, la grana e i colori che solo l’analogico  sa dare e il fatto di dovermi concentrare maggiormente sugli scatti.

Sei fiero di te quando…?

Sono molto “severo” con me stesso e difficilmente sono completamente fiero e soddisfatto di quello che ho fatto. Io però la vedo come una cosa positiva, come un qualcosa che mi dia la spinta per continuare a migliorare; sono già tante le persone che si prendono troppo sul serio.

Non c’entra nulla, ma a colazione cosa mangi?

La mattina dormo fino all’ultimo minuto utile prima di prepararmi per andare in ufficio… Mi invento una colazione nel tragitto con biscotti o brioches e succo di frutta. Niente caffè, sono già abbastanza agitato di mio.

Nome: Mattia Buffoli

Macchine Fotografiche: Leica Minilux, Konica Hexar AF, Yashica FX-3

Sito: http://www.mattiabuffoli.com/

blog: http://mesmiling.tumblr.com/

C’est la fin.

11 gennaio 2011

Ultimo rullino è stato prodotto, e adesso basta.

I primi acciacchi li ebbe negli anni otattanta, per poi essere lentamente seppellita dal digitale.

Dopo 74 anni di onorato servizio, Kodachrome, la prima pellicola a colori (1935) va in pensione.

Medaglia all’onore, comunque.

Cocco.dè

10 gennaio 2011

Ahahah!!

E’ l’auspicio di sfornare qualcosa di buono questa settimana.

Kilimangiaro Issue n.11

9 gennaio 2011


Featuring – Marina Abramovic, Martin Creed, Wangechi Mutu, AA Bronson, Gardar Eide Einarsson and Charles Ray amongst more.

Kilimanjaro is a vibrant printed space dedicated to visual culture and editorial experimentation. Kilimanjaro aims to generate an environment in which ideas reason with visual pleasure.

art, love &
everyday life

http://www.kilimag.com/home.html

E’ Bibbia.

Message in a bottle.

8 gennaio 2011

Sentivo un ticchettio, al cuore rimbalzava come una piccola trivella che piano piano affonda la punta.

Per qualche strano motivo il dolore è inversamente proporzionale alla profondtà.

Quel suono ricorrente era il bisogno inconscio di una risposta, il suono del “perchè”.

Sirena d’allarme spiegata, la chiamata all’ordine, la risposta, l’ esito è servito.

Come una minuscola me scalo la bottiglia che porta il messaggio.

Leggo. Lentamente.

Respiro profondo.

La conclusione.

Non era affatto necessario.

 

Break.fat

8 gennaio 2011

 

Nice day to everybody.

LOVE

Maddalena Sisto – Volevo le calze nuove

7 gennaio 2011

Era piemontese, ed artista Maddalena Sisto. In questi giorni a Milano una mostra  ripercorre, in un’analisi retrospettiva, la sua personalità artistica già intuibile dall’ infanzia. Il titolo è estratto da una poesia del 1964, gemito di un desiderio semplice negato, come quello di voler distinguersi dalle coetanee con un paio di calze diverse, capaci di rispecchiare l’unicità del suo carattere.

E’ un’ arte che fin dalle sue prime apparizioni si propone come una lucida riproduzione della realtà e critica sociale che apre a un immaginario stratificato e vivace sulla storia dagli anni ’70 fino al 2000.

Dopo la mostra alla Triennale del 2004 curata dalla direttrice di Vogue Italia Carla Sozzani, torna dal 16/12/2010 al 29/01/2011 @ Galleria Riccardo Crespi.

http://www.madsisto.it/pages/archive/var/base/base_var_01.html

Le tre I.

5 gennaio 2011

Incoerente.

Imprudente.

Instabile.

Beltà.

4 gennaio 2011

Everybody knows you.

4 gennaio 2011
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Festeggiamenti nonsense. yes.

3 gennaio 2011

Non è solo un’altra scusa per scroccare una birretta e farsi fare quattro foto.

Buona musica, bella gente e gran belle macchine fotografiche.

Sulla qualità delle pizzette e della birra non garantisco. (scherzo!)

Insomma, domani dalle 18,30 tutti in Via Mercato 3 @ Lomography Gallery Store.

http://www.lomographyitalia.it/magazine/events/2011/01/03/festeggiamenti-a-caso-felice-meseversario-a-noi

I festeggiamneti a casaccio che tanto ci piacciono.

Ebbravi!

Noemie Goudal – Les Amants

3 gennaio 2011

Apre la mente all’immaginazione, dà la possibilità di crearsi una storia personale condensata in una narrativa temporale astratta, resa possibile dal suo intervento sulle dinamiche spaziali e alla stratificazione di significati che mescolano così la realtà alla finzione.

E’ Noemie Goudal artista che nelle sue opere sospende lo spettatore a pochi centimetri da terra, catturato da una confusione data dalla mescolanza di livelli spazio temporali, che dura un attimo, prima di trasformarsi in sentieri naturalistici e poetici in cui ciascuno costruisce la propria personale storia.

Prima personale italiana, “Les Amants”, allude alle tracce lasciate sul territorio dal passaggio di forze travolgenti, passionali, talvolta distruttive. Così le immagini presentano, o meglio, ricostruiscono, “il dopo”, le rovine, i resti di quel poco che è rimasto.

Galleria Uno+Uno – Milano – dal 03/12/2010 al 28/01/2011

http://www.noemiegoudal.com/

Perle di saggezza

3 gennaio 2011

Painting…

31 dicembre 2010

… my new Future!

Skulls||//Lover

31 dicembre 2010


YO-YO||\\\Shock-Shock

31 dicembre 2010

Prada per me è un’istituzione inattaccabile.

O meglio lo era prima di vedere sul sito prada.com/en una delle ultime trovate creative.

L’idea di partenza è lodevole, dare spazio alla creatività di giovani artisti nel creare “video/spot” per la nuova Yo-Yo bag.

Il punto è che, sarà che lo spunto non fosse un granchè (a mio parere quella borsa è un bel po’ bruttina) ma i video che sono stati pubblicati (sezione YO VIDEO!) sono per la maggior parte un insulto al buon gusto e soprattutto alla creatività (??!).

Nota di merito a quello intitolato Handsome Mask, ma è anche quello in cui il legame con la borsa è praticamente inesistente.

Se avete avuto la costanza di resistere, vi do un altro spunto per sconvolgervi ancora un po’, cliccate anche sulla sezione POSTCARDS AUDIO-TALE, non vi anticipo nulla…

Vive la Fête.

30 dicembre 2010

 

New Year //|||/New Era?

30 dicembre 2010

Sveglia presto oggi. Il telefono è alla mia destra, attendo una chiamata di lavoro.

Guardo la data e realizzo che un altro anno se ne sta andando, e uno nuovo è ad uno schiocco di dita.

Beh, non sarà certo un numero, una data, un giorno a cambiare il corso delle cose, sono le persone, che per forma mentis devono sempre dare un  senso alle cose, e in questo trovano un motivo in più per “muoversi” e capire cosa sta succedendo attorno e dentro di loro.

Sarà per questo che si tirano le somme dell’anno precedente, si fanno bilanci di quello che è andato bene e quello che non proprio; per questo la gente da di matto per gli oroscopi che dovrebbero prevedere gli avvenimenti futuri; o si stilano liste di buoni propositi da rispettare per non inciampare negli errori dell’anno prima che hai appena elencato.

Il bilancio lo evito, o meglio lo ignoro dato che appallottolato in un anfratto della mente già c’è. Scritto, letto e dimenticato. Positivo, sì, ma non mi va di pensare al passato, preferisco vedere come va oggi.

Good morning!

Carousel.

29 dicembre 2010

Paris.

29 dicembre 2010

Parigi, un anno fa.

Sembra ieri, e una foto scattata al Burghy nell’89 allo stesso tempo.

No art for breakfast.

29 dicembre 2010

Questo blog

http://thatisntart.com/

è davvero carino.

Miele per chi si sente innamorato, come limone negl’occhi per gli altri.

Ad ogni modo consiglio di farci un giro, troverete cose tipo queste: